
Guardare una fotografia non è solo un piacere per gli occhi, ma può diventare un piccolo esercizio di osservazione. Proprio come si può imparare ad apprezzare un buon vino o un bel film, anche una foto può raccontare molto… a chi sa ascoltarla!
1. La parte “tecnica” (ma non troppo noiosa, promesso)
Luce, nitidezza, colori, composizione: sono gli ingredienti base. Una luce ben dosata, ad esempio, può far brillare gli occhi di un bambino o rendere soffice la pelle di una futura mamma. Se tutto è bilanciato, lo spettatore si sente subito “a casa” nell’immagine.
E no, non basta un filtro o una fotocamera costosa per ottenere questo effetto.
2. La parte “artistica” (dove il fotografo mette il cuore)
Qui entra in gioco lo stile. Il taglio dell’inquadratura, i dettagli che restano fuori campo, i colori scelti: tutto racconta una visione. È un po’ come cucinare con la stessa pasta e pomodoro di tutti, ma tirare fuori un piatto che ti fa dire “wow”.
3. La parte “comunicativa” (quella che ti fa sentire qualcosa)
Una buona foto ti fa sentire un’emozione. Ti sembra di riconoscerti, di ricordare un momento tuo, anche se non eri lì. Ecco: lì sta la magia. E anche il motivo per cui certe fotografie costano di più. Perché non vendono solo “un’immagine”, ma tutta l’attenzione, l’occhio e la sensibilità che ci stanno dietro.
Facciamo un esempio?
Prendiamo una foto di una mamma che guarda il suo pancione. Tecnicamente la luce è morbida e accarezza la pelle. Artisticamente l’inquadratura è stretta, si vedono solo le mani sul ventre e il sorriso appena accennato. Comunicativamente, chi la guarda sente tenerezza, attesa, amore.
Ora… poteva essere una foto qualunque. Ma è diventata una piccola poesia visiva.
Allenarsi a “leggere” così le immagini aiuta a dare loro il giusto valore. E, chissà, anche a sceglierle con più consapevolezza.
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